ABRAXAS - Antiquariato e Arte
Via De Rossi, 112 Bari (BA)
Le proposizioni di Abraxas sono centrate a desituare i tempi dell'arte attuando percorsi di fattibilità e visibilità dell'antico, del moderno e del contemporaneo.
Dunque laboratorio in continuo divenire dove il mobile, l'oggetto, il manufatto possa liberare il proprio mane in segreto ed evidente colloquio con il fruitore.
Nel manoscritto rinvenuto dal Sig. Locke nella biblioteca Bodlelan, il cui originale sembra essere vergato con la calligrafia di Re Enrico VI, si afferma che i massoni nascondono, assieme ad altre arti segrete in loro possesso, "la facoltà di Abrac". Evidentemente con ciò alludendo alla parola Abraxas, che fu il nome dato dall'arcieretico Basilide alla divinità Suprema, della quale ogni altra divinità è emanazione, essendo queste in numero di sette, dotate di 365 virtù, ognuna caratterizzata dal valore numerico greco della parola, come evidenziato di seguito.
Abraxas, così come tra gli ebrei il nome impronunciabile di Dio, era parola che si ritenesse possedere virtù magiche. Così venivano chiamate inoltre statuette sulle quali apparivano immagini degli dei egizi assieme con simboli ebraici e zoroastriani e caratteri propri di molte altre lingue.
Secondo Beausobre e Lardner, queste effigi in pietra erano spesso di origine egizia. La divinità Abraxas sembra identificarsi con Mitra o il sole. Le lettere delle due parole, infatti, se formulate secondo il loro valore numerico proprio del linguaggio greco, ammontano esattamente a 365, così come segue:
a = 1m = 40
b = 2e = 5
r = 100i =10
a = 1th = 9
x = 60r = 100
a = 1a = 1
s = 200-365s = 200-365
La parola Abraxas è di origine incerta. Saumaise afferma trattarsi di vocabolo prettamente egizio, che dovrebbe più propriamente pronunciarsi Abrasax.
Beausobre, nella sua "Storia del Manicheismo", indulge in una più lunga disquisizione etimologica per provare che questa derivi dalle due parole greche A...... e E......., a significare "il Salvatore magnifico, colui che guarisce e conserva". A...... è anche appellativo del sole, e quindi nuovamente giungiamo alla conclusione che Mitra e Abraxas siano sinomini. Tutto ciò si riferiva quindi al corso annuale della terra attorno al sole, essendo parte del culto solare praticato dai primi scismatici dalla massoneria delle origini.
Sembra essere coincidenza singolare il fatto che Belenus, divinità dei Galli, che a causa della propria forma e degli specifici ornamenti parrebbe identificarsi con Mitra, sia anch'esso equivalente, come valore numerico delle lettere del suo nome in greco, a 365:
B E L E N U S
2 8 30 5 50 70 200 = 365
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