Casino Royale per Keep Cool alle Officine Cantelmo di Lecce

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L'evento si è concluso il 29/04/2011

La band presenta i brani del nuovo disco “Io e la mia Ombra” nella prima data del tour prodotto da Puglia Sounds

Rock, punk, ska, musica d’autore, folk sono alcuni degli ingredienti della settima edizione di “Keep Cool. La musica del Sud est indipendente”, a cura di Coolclub con la direzione artistica di Cesare Liaci, che andrà in scena dal 27 marzo al 19 maggio tra le Officine Cantelmo di Lecce e l’Istanbul Cafè di Squinzano. Una ricetta che continua a conquistare i palati degli estimatori salentini e pugliesi alla ricerca di suoni e tendenze che appartengono alla contemporaneità di una musica che non risponde ai cliché ma si fa chiamare semplicemente rock. La rassegna è realizzata in collaborazione con la Cooperativa Lecce Città Universitaria, Officine della Musica, Saletta della Cultura Gregorio Vetrugno di Novoli e Puglia Sounds - il programma per il sostegno e lo sviluppo della produzione musicale della Regione Puglia. Keep Cool (che in italiano significa Stai Calmo) è un invito a fermarsi a guardare le cose nascoste - quelle che da alcuni sono chiamate di nicchia - ma che rappresentano il folto substrato (inteso come essenza base) della cultura urbana. Sei appuntamenti per tentare, con una programmazione interessante ma non eclatante, di mettere al centro dell’attenzione suoni lontani dalle frequenze a cui questa terra è abituata.
Venerdì 29 aprile (ore 22.30 – ingresso 10 euro) alle Officine Cantelmo di Lecce, Coolclub e Bass Culture organizzano il concerto dei Casino Royale, nella prima data del nuovo tour prodotto in Puglia da Puglia Sounds. A metà maggio uscirà, infatti, il nuovo disco “Io e la mia Ombra”. Il disco è una sintesi attuale tra Sempre più Vicino, CRX e Reale. Rock, elettronica, reggae, per un disco urbano che sa di spazi aperti, di cielo e cemento.
Sono passati quasi 25 anni da quando un gruppo di musicisti dalle svariate influenze decide a Milano di formare una band e di darsi un nome ispirato alla famosa saga di Ian Fleming. Inizialmente indecisi tra Gold Finger e Casino Royale, la band decide di far loro l’episodio dell’agente James Bond dal titolo Casino Royale. E dopo tanti anni, come l’agente 007 resta un classico che riesce sempre a riproporsi, i Casino Royale sembrano aver ereditato la stessa fortuna. Dal 1987 ad oggi i Casino Royale hanno suonato di tutto e visto di tutto. Partiti come band fortemente influenzata dagli Specials e dai Clash sono rapidamente divenuti un fenomeno capace di raccogliere un pubblico trasversale. I primi due dischi, “Soul of Ska” e “Jungle Jubilee”, suonati in levare e con una sezione fiati di primissimo piano, rimangono tuttora opere prime per la musica italiana, dischi con una formula sonora ancora oggi riproposta da moltissimi gruppi.
I primi anni novanta vedono alcuni cambiamenti e sviluppi radicali nel suono della band. Si comincia a cantare in italiano e le liriche assumono di conseguenza una rilevanza fondamentale, alla pari del suono. “Dainamaita”, primo album registrato per una major, un’esplosione di suoni molto differenti tra loro: black rock, reggae, hip hop, dub, funk. L’album spiazza e sorprende tutti, e diventa allo stesso tempo una pietra miliare per il nuovo suono alternativo italiano, un’opera che merita sicuramente la definizione di “cross over”. Nel 1994 comincia la lavorazione di “Sempre Più Vicini”, per la cui produzione viene coinvolto Ben Young, artigiano del suono della scuola di Bristol, che indirizza la band verso sonorità più profonde ed introspettive. Le radio cominciano a suonare parecchio alcuni dei singoli presenti sull’album, e la sensazione comune .. quella che il gruppo sia ormai ad una svolta decisiva. Alla fine del 1995 i Casino Royale si trasferiscono a Londra e cominciano a comporre brani per un nuovo album che coincide con il decennale della band. Viene ingaggiato in qualità di sound engineer e coproduttore Tim Holmes, già produttore dei Primal Screem e successivamente componente dei Death in Vegas. Il risultato è un disco fatto da parti melodiche, un suono solido e potente, il groove tipico dell’hip hop e sperimentazioni influenzate dalla drum’n’bass. Per ironia della sorte “CRX”, questo il titolo dell’album, viene definito da alcuni discografici “il miglior disco del 2006”. Scelti dagli U2 per aprire i due concerti italiani del Pop Mart Tour, i Casino Royale finiscono in realtà col vendere poco meno di cinquantamila copie di CRX. Le reciproche aspettative tra band e label vengono disattese e i Casino Royale chiedono la scissione del contratto.
Nel periodo di assenza dal mercato la band apre una propria etichetta dal nome “Royality” e sviluppa un progetto parallelo, Royalize, legato a sonorit.. elettroniche di matrice black. Giuliano Palma, interprete vocale di molti dei brani, sceglie la strada solista e il progetto Casino Royale si ferma per un lungo periodo, anche se per il pubblico affezionato i Casino Royale continuano, comunque, ad esistere. Nel 2002 il gruppo si ricompatta e sposta la sua attenzione sul web, con la pubblicazione di una serie di brani scaricabili liberamente dalla rete, diventati successivamente spunto per una serie di pubblicazioni di materiale video e musicale. Nel 2004 tornano a suonare dal vivo, proponendosi tra la primavera e l’estate con una quindicina di date in tutta Italia. L’affetto e l’interesse dimostrati dal pubblico in questa occasione sono la spinta che convince definitivamente i Casino Royale a cominciare a lavorare a dei nuovi brani. Decisi a comporre un numero di canzoni sufficiente a pubblicare un nuovo album, la band ritorna nel suo studio a suonare. La voglia di tornare a fare solo ed esclusivamente i musicisti è tanta che i Casino Royale decidono di prendere contatti con una nuova etichetta. La scelta ricade proprio sulla V2 Records, mentre come produttore viene contattato lo scozzese Howard Bernstein, meglio noto come Howie B. Nel 2006 esce Reale e dopo un anno tornano con "Not in the Face": una versione in chiave dub-dance di "Reale" realizzata da Howie B. Nel 2008 il gruppo pubblica "Royale Rockers the Reggae Sessions" un'antologia di undici brani riarrangiati e risuonati in chiave roots-reggae anni settanta.
“Io e la mia Ombra, musica che parla di vita nascosta dietro le altrui esistenze, la speranza e le paure, siamo tutti io e la mia ombra, isolati dove non arrivano rumori, abitudini e telefonate. solitudine che riguarda la massa e la città base che costringe, quella Milano Italia che trascina i milioni nei dubbi che cercano di notte, tutti di nuovo chiusi in case senza identità apparenti, si parla di un uomo che come una radio emette il meglio e il peggio, di sentirsi giovani come il domani e poi il crollo" (Gianni Miraglia).
Sabato 7 maggio all'Instanbul Cafè di Squinzano (ore 23.00 - ingresso 3 euro) Keep Cool porta sul palco i Numero6, così chiamati da una serie tv di culto inglese The prisoner; dopo l'uscita del loro secondo album "Dovessi mai svegliarmi", sono considerati una delle più interessanti realtà del panorama indie-rock italiano. Nel 2008 hanno pubblicato un fortunato EP "Quando arriva la gente si sente meglio" che ha visto la collaborazione del cantautore americano Bonnie "Prince" Billy. I Numero6 hanno poi preso parte alla compilation Post-Remixes Vol.1 (La valigetta rec.) e all’album-tributo a Vasco Rossi Deviazioni (distribuito con la rivista Mucchio extra). Insieme allo scrittore Enrico Brizzi (che ha anche composto il testo della canzone Navi stanche di burrasca) i Numero6 hanno dato vita al progetto Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro, reading in concerto per viandanti del XXI secolo. I love you fortissimo è il titolo dell’ultimo cd uscito a novembre su etichetta Supermota/Audioglobe. Quello dei Numero6 è un pop-rock frizzante, talvolta ironico e naif, in cui trovano spazio armonie e progressioni di accordi insolite, strutture di brani spiazzanti e sonoritaà elettroniche, senza che per questo si rinunci a lavorare su melodie innegabilmente imbevute di certa tradizione italiana. Le parti vocali non convenzionali, i testi dalla verve molto originale e le trame imprevedibili della sezione ritmica rappresentano le altre importanti peculiarità del suono-Numero 6.
La rassegna chiude i battenti alle Officine Cantelmo giovedì 19 maggio con The Selecter (ore 22.30 - ingresso 10 euro). “Too Much Pressure” è il disco più famoso pubblicato dalla band ed uno degli album più importanti della stagione ska inglese dei primi anni ’80 e insieme agli esordi discografici di Specials e Madness è uno dei dischi fondamentali del movimento ska. The Selecter una delle band inglesi più blasonate degli ultimi trent’anni, formati nel 1979, come pochi altri riuscirono a mescolare le correnti punk, reggae e ska, creando uno stile unico e ancora oggi imitato. Alla fine del 1981 i the Selecter si separano. Dopo lo scioglimento, Pauline Black comincia a lavorare per teatro e la televisione, apparendo in varie serie TV e film. Attualmente i Selecter si sono riuniti per realizzare un tour incentrato sul loro disco più famoso, 'Too Much Pressure': suoneranno per intero il loro famoso masterpiece, e altri successi del loro repertorio.
Nelle precedenti edizioni la rassegna ha ospitato, tra gli altri, Karate, Demolition Doll Rods, The Hormonauts, Marta sui tubi, Sylvain Chauveau, BassHoles, Cesare Basile, Doctor Explosion, Giardini di Mirò, Zu, Yuppie Flu, Tom Verlaine, Richard Sinclair, Pier Faccini, Aidan Smith, Teatro degli Orrori, Motel Connection, Polar For The Masses, Sophia, Zen Circus, Pan del diavolo, Ulan Bator, Langhorne Slim.
Programma Keep Cool 2011
domenica 27 marzo - Officine Cantelmo di Lecce - Erica Mou - 5 euro
sabato 16 aprile - Istanbul Cafè di Squinzano - Raw Power - 5 euro
venerdì 29 aprile - Officine Cantelmo di Lecce - Casino Royale - 10 euro
sabato 7 maggio - Istanbul Cafè di Squinzano - Numero 6 - 3 euro
giovedì 19 maggio - Officine Cantelmo di Lecce - The Selecter – 10 euro


Segnalato da marenostro 

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