Concerto Sinfonico
Palazzo Ducale Martina Franca (TA)
L'evento si è concluso il 26/07/2009
35° FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA
16 LUGLIO – 5 AGOSTO
PALAZZO DUCALE – MARTINA FRANCA
Concerto sinfonico
musiche di Haydn, Berlioz, Čajkovskij
Doppio omaggio del Festival della Valle d’Itria a Haydn e Shakespeare, con il concerto sinfonico che si terrà domenica 26 luglio, ore 21, nell’atrio del Palazzo Ducale di Martina Franca. Un viaggio musicale che consentirà di vagare dal classicismo di Haydn al romanticismo di Shakespeare.
Nel bicentenario della morte di Franz Joseph Haydn (1732-1809) sarà eseguita l’ouverture Il mondo della luna e il concerto Hob.XVIII: 11 in Re maggiore per pianoforte ed orchestra (vivace-un poco adagio-rondò all’ungherese). Il concerto, in tre movimenti, è sicuramente il più noto tra quelli composti per tastiera, oltre che quello rimasto in repertorio, eseguito dai settecentisti al fortepiano oltre che sul moderno pianoforte.
Già con il concerto Haydn e Gluck il Festival aveva approntato un confronto lirico tra il compositore austriaco e Gluck, proponendo brani tratti dal Il Mondo della luna e dall’Orfeo ed Euridice nelle versioni Vienna, Parigi e Milano. Questa volta il confronto sinfonico coinvolge altri due grandi compositori: Hector Berlioz (1803-1879) e Pëtr Il'ič Čajkovskij (1840-1893) dei quali saranno eseguiti rispettivamente brani tratti da Re Lear e da Romeo e Giulietta e Amleto. Shakespeare ancora protagonista al Festival.
Il drammaturgo inglese è stata una preziosa fonte di ispirazione soprattutto per Hector Berlioz che affermava che il teatro shakesperiano aveva liberato l’arte dalle catene del classicismo. Nella produzione del musicista francese si ritrovano numerosi titoli di opere shakesperiane: Ouverture de la Tempête, per coro e orchestra, (1830), l’Ouverture du Roi Lear (1831), sottoposta successivamente a revisione da parte dello stesso autore, Roméo et Juliette (1839), la “sinfonia per cori” finanziata da Niccolò paganini, La Mort d’Ophélie (1842), ballata per voce e pianoforte, la Marche funèbre pour la dernière scène d’Hamlet (1844).
Altro grande musicista profondamente influenzato da Shakespeare fu Pëtr Il'ič Čajkovskij, in particolar modo da Romeo e Giulietta, che sarà eseguito nel concerto di domani sera, e sul quale il compositore russo lavorò a più riprese ad un’opera che non concluse mai.
Chiuderà la serata l’Amleto di Čajkovskij, sul quale il compositore russo lavorò nel 1876. Qui come altrove valgono le parole del musicista: “penso di aver davvero il dono di esprimere in musica fedelmente, con sincerità e semplicità, le emozioni, l’atmosfera e i personaggi che il testo suggerisce”.
Il maestro Massimiliano Caldi, che ha diretto quest’anno il Re Lear di Antonio Cagnoni, dirigerà l’Orchestra Internazionale d’Italia, presente al Festival della Valle d’Itria da quasi vent’anni. All’esecuzione parteciperà anche il giovane pianista polacco Kiryl Keduk, al debutto nella rassegna martinese.
| Segnalato da MyS |  |
Per commentare devi registrarti o effettuare il login
|
|