Museo Archeologico Nazionale di Egnazia
Via Egnazia 87 Savelletri (BR)
Gli scavi nell’area sono iniziati nel 1912 e da allora la quantità di materiale recuperato è stata notevole. Il museo è situato all’esterno delle mura di cinta di Gnathia, nell’area della necropoli messapica, ed è costituito da undici sale disposte attorno a due porticati. Con alcuni dei reperti contenuti nel museo sono state allestite tre mostre tematiche esponendo materiale dell’età del Bronzo dai siti della costa, i mosaici pavimentali romani di Taranto, recentemente restaurati, e reperti dalla città. Recentissimamente sono poi stati esposti, per la prima volta nel museo, i corredi funerari di due tombe scoperte nel 1939 e nel 1952. Altro materiale d’epoca preromana, romana e tardoantica pertinente alla città e ai suoi dintorni completa il percorso museale.
La prima mostra, focalizzata sul periodo dell’età del Bronzo, offre una panoramica degli abitati della costa adriatica pugliese nel II millennio a.C. I reperti esposti consentono di dedurre preziosi dati di carattere economico, sociale e religioso, di grande importanza. Sono rappresentati i siti di Coppa Nevigata, nell’area sipontina, Madonna del Petto nelle Murge, di Giovinazzo, Bari, Monopoli, Egnazia, lungo la costa, di Torre S. Sabina, che, con il materiale ceramico d’importazione rinvenuto nella grande tomba a tumulo, testimonia i contatti con la civiltà micenea, per finire con il sito di Punta Le Terrare, presso il porto naturale di Brindisi, aperto ai commerci con la grecia orientale. La seconda mostra è dedicata ai mosaici pavimentali ellenistici d’età imperiale rinvenuti presso le domus romane di Taranto: scene di natura morta, di zoomachia e soggetti mitologici (fauni, ninfe) fanno da corollario al bel mosaico locale, pertinente alla basilica civile di Egnatia, raffigurante le Tre Grazie e risalente al III-IV sec. d.C. La terza mostra tematica concerne la storia degli scavi archeologici a Egnazia ed espone due importanti ritrovamenti avvenuti nel 1939 e nel 1952: si tratta di tombe a camera di particolare sfarzo, come si può notare dalla ricchezza dei corredi. La tomba ritrovata nel 1952, in particolare, ha rivelato il suo riutilizzo per altre sepolture, cosicchè la quantità di materiale recuperato (tutto databile al IV sec. a.C.) è stata rilevante: uno skyphos e un cratere apulo a figure rosse, una corona funeraria in bronzo, terracotta dorata e alabastra in pietra sono tutti pertinenti a una sepoltura maschile; vasi apuli a figure rosse, un’hydria decorata con sfoglia dorata e altra ceramica di stile di Gnathia appartengono invece ad una sepoltura femminile. La tomba scoperta nel 1939 è invece più recente (III sec. a.C) e consiste soprattutto in statuette, anche policrome, quasi tutte di produzione tarantina, e un sigillo di rocca raffigurante un cane che insegue un cervo, possibile segno usato per evidenziare l’identità di un’importante famiglia locale. Oltre al materiale impiegato per l’allestimento delle mostre, sono esposti interessanti oggetti provenienti dalle aree di scavo: si segnala un caduceo bronzeo del V sec. a.C. recante l’iscrizione greca "Gnathinon", che attesta l’esistenza della città preromana già in quel periodo, e una bella testa raffigurante il dio Attis proveniente da un santuario del II sec. d.C. probabilmente dedicato a Cibele.
Orari
08.30-19.00
Competenza
Soprintendenza Archeologica della Puglia
Per commentare devi registrarti o effettuare il login
|
|