RE LEAR di Antonio Cagnoni - Prima rappresentazione mondiale

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L'evento si è concluso il 21/07/2009

35° FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA
16 LUGLIO – 5 AGOSTO
PALAZZO DUCALE – MARTINA FRANCA

Prima rappresentazione mondiale

RE LEAR
di Antonio Cagnoni


Chi l’ha detto che il Re Lear di Shakespeare sia un’opera irrappresentabile? Il Festival della Valle d’Itria, che ama le sfide, tenta l’impresa. Domenica 19 luglio 2009, ore 21, a Palazzo Ducale, ci sarà la prima rappresentazione mondiale di Re Lear, l’ultima opera musicata da Antonio Cagnoni, che dopo lo strepitoso successo dello scorso anno con Don Bucefalo, torna al Festival martinese. Re Lear è l’appuntamento centrale di questa 35^ edizione, realizzato in collaborazione con la Fondazione Petruzzelli di Bari. Il direttore è Massimiliano Caldi, la regia di Francesco Esposito.

Si tratta di una tragedia lirica in quattro atti e sette parti nata, nel 1893, dal lavoro di sinergia tra il compositore lombardo ed il celebre librettista Antonio Ghislanzoni. La fonte letteraria è il King Lear, uno dei lavori più apprezzati di William Shakespeare. L’opera che tutti i compositori dell’Ottocento avrebbero voluto realizzare. L’opera che il grande Verdi non riuscì a terminare e che neppure Cagnoni ebbe la fortuna di vedere rappresentata.

Dopo l’applauso unanime riscosso dal dramma Orfeo ed Euridice di Gluck, il Festival martinese prosegue con una delle tragedie per eccellenza. L’intricata trama shakespeariana viene raccontata con semplicità dal regista Francesco Esposito, alla sua quarta edizione a Martina: “Il vecchio Re Lear, deciso ad abdicare e delegare il potere alle sue figlie e ai loro mariti, spartisce tra questi il suo regno con un atto solenne. A questo scopo viene tenuto il rituale del Love Test: pubblicamente il Re chiede alle figlie quanto sia grande il loro amore per lui. Le prime due rispondono come previsto dal rituale, cioè con un atto di sottomissione completo, mentre la terza, Cordelia, si ribella a questa liturgia, che le appare vuota e inutile. Il Re, di fronte al grave attentato alla sua regalità e al sistema stesso su cui poggia il suo potere, disereda la figlia prediletta. Inizia così per il vecchio sovrano un percorso di solitudine e di follia che, dopo il tradimento delle figlie ubbidienti, riporterà Re Lear tra le braccia di chi veramente lo ha amato”, ossia proprio Cordelia. Ma la riconciliazione non durerà a lungo, perché Cordelia verrà ben presto uccisa “dalla fame di potere”.

Strazio ed emozioni complesse condensate da Shakespeare in quest’opera semplificata da Ghislanzoni e dallo stesso Cagnoni, che si riconferma con il suo splendido stile, all’insegna della bella melodia e rispettoso della tradizione musicale antica. Il compositore lombardo, in netta controtendenza con il gusto del suo tempo, si lascia ispirare da grandi scrittori come Shakespeare, componendo musiche “fluide”, dalle forme chiare e immediate e con il coro, che introduce e commenta i momenti cruciali dell’azione.

Il travestimento nel secondo appuntamento dell’edizione dei travestimenti è quello del Matto, colui che non ha paura di dire la verità, il giullare che seguirà fedelmente Re Lear fino alla fine e che verrà perseguitato dal potere a causa dei suoi interventi irriverenti.

A Martina Franca, domenica 19 luglio, il Festival della Valle d’Itria restituirà finalmente ad un pezzo di storia la sua meritata immortalità.

Gli interpreti saranno: Costantino Finucci (Re Lear), Serena Daolio (Cordelia), Eufemia Tufano (Regana), Rasha Talaat (il Matto), Danilo Formaggia (Edgaro), Mebonia Vladimer (Conte di Gloster), Leone Maria (Gonerilla), Coletta Gianni (Duca di Cornovaglia), Domenico Colaianni (Conte di Kent), Cristian Camilo Navarro Diaz (Edmondo), il Coro Slovacco di Bratislava, l’Orchestra Internazionale d’Italia. Direttore Massimiliano Caldi, regista Francesco Esposito. Coreografie di Domenico Iannone, scene di Nicola Rubertelli, costumi di Maria Carla Ricotti.

Segnalato da marenostro 

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